Come incentivare la comunicazione con i piccoli?

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Come incentivare la comunicazione con i piccoli?

Toc toc…ti ascolto!

Da tempo sappiamo che: già durante la gestazione il nostro bimbo ci ascolta ed interagisce con noi, soprattutto nelle ultime settimane di gravidanza.

Una volta al mondo, pur essendo un po’ frastornato, riconosce subito la voce della mamma, quella voce si trasformerà, in pochi giorni, in un volto pieno di espressioni, di piccole rughette, che si formano quando emettiamo alcuni suoni, tutte da studiare e osservare, perché ognuna di queste ha un suono ed un significato.
Così comincia la corsa del nostro bambino verso la comunicazione verbale.

Ehi, io ti guardo!

In realtà è bene specificare che il nostro bimbo ci parla fin da subito, solo che utilizza un canale che noi adulti abbiamo dimenticato: il pianto. Il bambino con questa modalità ci fa presente i suoi bisogni e ci racconta i suoi stati d’animo, siamo noi, in questa fase, a doverlo interpretare.
Mentre piange, il nostro bimbo ci osserva, guarderà il nostro viso, ma soprattutto la nostra bocca per imparare a decodificare il significato dei suoni che emettiamo, ma soprattutto come lo facciamo.
In questo modo, poche settimane più tardi comincerà a ricambiare il sorriso o semplicemente a sorriderci quando ci vede; a seguire con lo sguardo oggetti o persone interessanti ed infine dopo qualche mese, quando avrà studiato bene i suoni ascoltati più frequentemente (“mamma, dai dimmi mamma…maaa—mmmmmaaaaa”, avete presente?) comincerà a provare a coordinare labbra e lingua per emetterli (“LA-LA-LA; MA-MA-MA; PA-PA-PA”) finchè un giorno sentirete “ma-ma”.

newborn baby smiling

Come aiutare i nostri bimbi?

Durante i primi anni di vita i nostri bimbi sono come delle spugne, si “riempiono” di informazioni rispetto a tutto quello che vedono e che sentono.

Ai genitori che incontro, consiglio sempre di osservare il proprio figlio, ma soprattutto di farsi osservare; la comunicazione verbale parte sempre da questo momento di “studio”. Facciamo dei giochi con i nostri bimbi, davanti allo specchio, magari mentre ci laviamo i denti insieme, giochiamo a fare le smorfie, le pernacchie, la linguaccia e, perché no, una gara a sputare l’acqua più lontano nel lavandino!

“Ma come? Sono importanti questi giochini?” mi sento chiedere, ebbene si. Intanto permettono ai nostri bimbi di portare la loro attenzione sulla nostra bocca in un modo giocoso, faranno in modo di allenare le labbra e la lingua imparando quei movimenti che renderanno più fluida l’articolazione delle parole. Perciò scatenate la fantasia e via con le bolle di sapone, soffiare pallini di carta o cotone su di un tavolo, ma anche, molto divertente, il percorso di una pallina di carta che si muove, soffiando in una cannuccia, tra costruzioni e bicchieri sul tavolo della cucina o magari sul pavimento!!!

Quando invece i bimbi hanno già iniziato a “parlicchiare” alcuni genitori riferiscono: “Uff, io non lo capisco”, bene, non scoraggiamo i nostri bimbi, chiediamo di ripetere dicendogli “scusa, non HO capito, ti va di riprovare a dirmelo?” oppure “puoi prendere o indicare quello che mi stai chiedendo?”, una volta compresa la richiesta, ripetiamo correttamente il nome dell’oggetto in questione facendoci guardare bene in viso infine chiederemo di ripetere la parola, in questo modo i nostri bimbi vedranno chiaramente come muoviamo la bocca e la lingua per emettere quel suono e piano piano lo riprodurranno sempre meglio.

Un’ultima strategia per incentivare la comunicazione è parlare con i nostri bimbi, raccontare quello che vediamo, magari durante una passeggiata o un viaggio in macchina, descrivere situazioni che si verificano o semplicemente le azioni che si stanno compiendo con parole nuove.

Buon viaggio tra le parole!

Dott.ssa Chiara Ianigro, terapista in riabilitazione psichiatrica