Scuola-famiglia un rapporto da costruire

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Scuola-famiglia un rapporto da costruire

Scuola-famiglia, un rapporto da costruire

In ogni incontro sociale la relazione svolge un ruolo fondamentale che determina la riuscita o meno di quella organizzazione.

Se ci riferiamo alla scuola questa relazione è ancora più importante perché comprende un triplo incontro con molteplici implicazioni che riguardano il benessere e la crescita di individui in evoluzione e in formazione. Il benessere primario del bambino e dell’adolescente esige una collaborazione proficua e che possa essere risorsa e fonte di continuo miglioramento.

Oggi molto spesso queste relazioni invece risultano disfunzionali e spesso causa di conflitti che generano altri conflitti rendendo il percorso scolastico dei bambini e dei ragazzi costellato da tensioni e soprattutto da smarrimento dei punti di riferimento.
In ogni relazione il punto focale è il rispetto dei ruoli e la capacità degli adulti di trasferire ai minori il concetto fondamentale del riconoscimento di questi ruoli e dare autorevolezza al ruolo di ciascuno in modo che il minore si senta protetto e sicuro di potersi affidare all’adulto di riferimento che siano i genitori a casa e i docenti a scuola.
Per attuare queste dinamiche c’è necessità e volontarietà degli adulti,in gioco, di costruire relazioni positive e soprattutto accantonare i pregiudizi e nella considerazione degli eventi non essere giudicanti ma saper ascoltare le esigenze da un lato dei genitori , e le osservazioni dei docenti dall’altro.

Nelle relazioni complesse,come quelle tra scuola e famiglia, si sente la necessità di costruire e organizzare il rapporto di comunicazione in modo strutturato e non casuale e confusionario.

kids at school

Ad esempio con la costituzione di un comitato di genitori (CdG).

L’art. 15 del comma 2 del D.LGS 297/94 sancisce che “i rappresentati dei genitori nei consigli di intersezione, di interclasse o di classe, possono esprimere un comitato dei genitori del circolo o di istituto.”

Secondo il regolamento dell’autonomia scolastica il DPR 275/99 art. 3 comma 3, il CdG ha la possibilità di fare proposte ed esprimere pareri a cui il collegio dei docenti e il consiglio di istituto o di circolo sono tenuti a tenere conto ai fini della realizzazione del PTOF e di eventuali progetti sperimentali.

“Il piano dell’offerta formativa è elaborato dal collegio dei docenti sulla base degli indirizzi generali di gestione e di amministrazione definiti dal consiglio di circolo o di istituto, tenuto conto delle proposte e dei pareri formulati dagli organismi e dalle associazioni di fatto dei genitori..”

Il CdG è quindi considerato una associazione di fatto le cui prerogative e i suoi limiti sono definiti dal Codice Civile per le associazioni di fatto.

Il CdG è aperto a tutti i genitori anche se il potere di voto è relegato ai soli rappresentanti di classe, di interclasse e intersezione. Per essere riconosciuto, il comitato, deve redigere uno Statuto che deve essere approvato dall’assemblea dei rappresentanti, deve inoltre nominare un presidente, le altre cariche come quella di vicepresidente, segretario ecc. … sono facoltative. Il presidente indice le riunioni in base alle necessità che emergono di volta in volta e può allargare l’invito a tutti i genitori.

Il comitato ha una funzione di raccordo tra i rappresentanti delle varie classi e il consiglio di istituto in modo da vagliare le problematiche che emergono e trovare insieme la migliore soluzione per il benessere di tutti.
Rappresenta uno spazio democratico che offre una garanzia di partecipazione attiva alla vita scolastica dei propri figli ma non deve essere inteso come un mezzo di ingerenza nel lavoro didattico dei docenti.

school from home

Il rapporto scuola famiglia deve possedere dei connotati positivi e non disfunzionali. Il CdG è un importante alleato della scuola nella lotta al miglioramento del servizio, esso rappresenta ed interpreta la scuola nel suo contesto territoriale.

Creare un rapporto scuola/famiglia proficuo, funzionale e attivo significa mettersi in gioco, essere presente e cooperare per la formazione e la crescita dei propri figli. Imparare a gestire questo tipo di rapporti è importantissimo sia a livello personale che sociale. Anche questo è parte dell’educazione che viene trasmessa ai propri figli.
Il compito genitoriale lo si impara strada facendo insieme ai propri figli, facendo bene e a volte sbagliando, l’unica strategia che si ha è la coerenza tra il dire e il fare, tra ciò che esigiamo dai figli e ciò che mostriamo loro nel nostro modo di comportarci. Se vogliamo che i nostri figli diventino adulti responsabili volti al dialogo dobbiamo mostrargli come ci si comporta nelle relazioni.

Studio Di Paolo & Internicola – Pedagogisti Associati

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