Lo spazio che educa

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Lo spazio che educa

“I bambini costruiscono la propria intelligenza. Gli adulti devono fornire loro le attività ed il contesto e soprattutto devono essere in grado di ascoltare “. Loris Malaguzzi

Sai quando tuo figlio inizia a perdere la pazienza al supermercato? Oppure quando provi una sorta di disagio entrando in casa del suo amichetto, inizia a guardarsi intorno per poi tirarti la maglietta e ti dice: “Mamma, andiamo via? Voglio tornare a casa!”

Questo non è perché tuo figlio è capriccioso! No, è più probabile che si senta a disagio in quello spazio. Pertanto, oggi, vogliamo parlarvi dell’impatto dello spazio sui bambini e sul loro sviluppo.

Lo spazio colpisce le persone che ci vivono.

Partiamo da una prima osservazione: lo spazio influisce sulla crescita e sulla formazione dell’identità di una persona, soprattutto in un bambino. Sì, perché tuo figlio ha già una chiara tendenza verso le sue preferenze. Non sarà in grado di scegliere la decorazione della stanza, ma può dirti se ha bisogno di un ambiente tranquillo o se gli piace uno spazio colorato che stimola la sua creatività.

L’importanza dello spazio familiare per i bambini.
La nostra seconda osservazione si focalizza sulla relazione che intercorre tra i bambini e lo spazio familiare. Come genitore, ti sarai reso conto che fin dai primi mesi i bambini cercano di “misurare” lo spazio con i loro corpi. Nella struttura spaziale del bambino, l’ambiente, i profumi, l’arredamento e i giochi sono i punti di riferimento per aiutarlo a stabilire la propria identità, ma soprattutto lo aiutano a muoversi nello spazio e lo facilitano ad avere le coordinate corrette per raggiungere un luogo dove può “fare qualcosa”, come un letto per dormire, un angolo giochi per giocare, uno spazio dove creare oppure un angolino dove rilassarsi per sfogliare o leggere un libro.
Attraverso ciò che noi adulti aggiungiamo negli spazi dedicati ai bambini / ragazzi, trasmettiamo messaggi. Questi messaggi da un lato verranno recepiti dai nostri bambini e confluiranno all’interno dello spazio dell’ambiente familiare, dall’altro svolgeranno un ruolo educativo in quanto veicoleranno informazioni sulla cultura, i gusti e il pensiero. L’ambiente diventa un maestro per nostro figlio e contenitore dei suoi ricordi.

Daughter playing on floor w

Percezione dello spazio
La terza osservazione si focalizza sulla percezione e visione dello spazio.
Lo spazio percepito da un bambino non è quello percepito da noi adulti che siamo affascinati dallo stile. No. Il bambino apprezza lo spazio per le esperienze che può generare e soprattutto per cosa può stimolare. Dà valore a forme, oggetti e superfici che nella nostra mente sono considerati dettagli poco evidenti.

Nello sviluppo del bambino lo spazio assume valore a seconda del luogo:
“la cameretta” è il luogo che custodisce giochi, nascondigli segreti, che pian piano diventeranno ricordi e significati. Più tempo trascorro lì, più si adatta al proprio mondo.
“la cucina” è il luogo dove si condivide con mamma, papà, fratelli, nonni, zii, babysitter il racconto quotidiano della vita familiare, si sperimentano ricette e si stimolano i cinque sensi.
“il salotto” è il luogo dove si guarda la televisione insieme ad un componente della famiglia, si gioca con delle attività predisposte in precedenza attraverso l’identificazione degli “angoli del fare”.
“il giardino, terrazzo o balcone” sono i luoghi dove possiamo esplorare, osservare e conoscere il mondo che ci circonda; attraverso il cielo, la terra, le piante, i fiori, i palazzi stimolando la curiosità innata dei bambini.

Lo spazio dedicato ai nostri figli, quindi, deve fornire un senso di certezza; deve essere uno spazio in cui si riconoscono; uno spazio che ti permette di scoprirlo, viverlo e comprenderlo.

Ad ognuno il proprio spazio
La cameretta è l’ultimo spazio che i nostri bambini vedono la sera e il primo la mattina. È un luogo di incontro tra fratelli e amici. Un luogo per la ricreazione e lo studio.
Un neonato si calma quando si trova nei suoi spazi. Il bambino e il ragazzo si rifugiano nel proprio spazio quando sono arrabbiati e frustrati, per questo noi genitori abbiamo la responsabilità di costruire uno spazio adatto ai nostri figli.
Ogni spazio che si organizza deve essere trasformabile e versatile per ogni situazione ma soprattutto modulabile in base all’età.
Ascolta il tuo bambino: valuta le sue esigenze oggettive e immagina quelle future, quindi organizza lo spazio in relazione alle reali necessità.
Trova soluzioni interessanti, miste ed eterogenee in grado di risolvere più di un problema o di una funzione contemporaneamente. In questa logica lo spazio può aiutarti a creare dei momenti di interazione, di indipendenza e soprattutto di tanta autonomia.

Gli spazi del dire – fare e raccontare sono un’ottima soluzione per ricreare giuste dinamiche:

Spazio alle coccole
Spazio alle chiacchiere
Spazio del chi sono io?
Spazio della creatività
Spazio dei colori
Spazio dell’interattività

Non possiamo garantirvi che tutte queste osservazioni che vi abbiamo presentato sono semplici da applicare, ma possiamo dirvi che con una semplice organizzazione tutto è possibile.

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Studio Di Paolo & Internicola- Pedagogisti Associati
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