Corpo in movimento: un’occasione educativa

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Corpo in movimento: un’occasione educativa

Oltre il concetto di res cogitans e res extensa

Siamo spesso abituati a separare “mente” e “corpo”: la mente ci eleva, va sviluppata, è alla base del nostro essere, la nostra personalità, sede delle nostre emozioni e luogo che custodisce la nostra anima.
Il corpo invece la accompagna, la sorregge, ne sopporta il peso e forse a volte ne viene così schiacciato da presentarne gli acciacchi.
Spesso si dice “mio figlio è uno sportivo, ama giocare a calcio/correre/giocare a palla/nuotare” oppure “mio figlio invece è uno studioso, legge molto, è curioso”, un vero aut-aut, o si è fisici o si è mentali, un dualismo difficile da scardinare.

Invece è dimostrato che noi siamo sia mente che corpo, che anche il corpo racchiude, comunica e sperimenta emozioni e sensazioni.
Non è quindi la mente al comando ed il corpo a trasportarla, ma siamo un insieme di tutto ed è anche attraverso il corpo che possiamo apprendere.

Motricità ed apprendimento

Il neonato nei suoi primi mesi di vita è un grande osservatore.
Osserva tutto ciò che lo circonda, osserva i movimenti delle persone attorno a lui, osserva che conseguenze producono, ascolta i suoni e le voci.

È dimostrato che soltanto osservare un’azione attivi, tramite i nostri neuroni specchio, gli stessi neuroni che si attivano in colui che compie l’azione.
Con il corpo e con il viso comunicano i loro bisogni, accompagnati da qualche vocalizzo, mostrando così se sono felici o tristi, se sono eccitati o assonnati.
Impariamo a muoverci prima di imparare a parlare.
Anche crescendo manteniamo questa capacità comunicativa, tanto che si dice che la comunicazione avvenga per via non verbale e paraverbale per oltre il 90%.
Famosa è l’immagine dell’iceberg, dove la parte sopra la superficie dell’acqua indicherebbe la comunicazione verbale.
Ciò significa che, anche in età adulta, è principalmente il nostro corpo a dire per noi se siamo felici, soddisfatti o insoddisfatti per una situazione, se stiamo bene o male.

È importante quindi curare il nostro corpo sin dall’infanzia, non solo in senso estetico o funzionale riparandoci dal freddo, ma restituirgli l’importanza che spesso gli viene negata.

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Esempi di attività olistiche per il benessere psicofisico dei bambini

I bambini sanno già quanto il loro corpo sia importante, probabilmente se venissero messi in una grande stanza o in un giardino inizierebbero a correre, saltare, arrampicarsi, vivrebbero profondamente il loro corpo.

Ci sono tante attività che possono favorire una connessione corpo-mente e che possiamo fare insieme ai nostri bambini (così che diventi sia occasione per divertirsi insieme che per fare movimento e passare il tempo in questo periodo un po’ più sedentario).
Attività utili sia allo sviluppo di nuove competenze ed abilità, ma anche per affinare i movimenti, e quindi lavorare sulla motricità globale e fine.
Un esempio è cucinare insieme, selezionare gli ingredienti necessari per la preparazione di un piatto, magari una torta.
Aprire confezioni, pesare gli ingredienti, mescolare e poi impostare il timer, aspettare il tempo necessario e poi premiarsi gustando il risultato del proprio lavoro.
Oppure realizzare una sorta di labirinto con oggetti di fortuna trovati in casa, corde, spaghi, nastro di carta adesivo, creando degli ostacoli da aggirare e guidare il bambino all’uscita dando indicazioni (destra-sinistra-avanti-indietro).
Un’altra cosa carina potrebbe essere selezionare dei piccoli giocattoli e dopo averli mostrati metterne uno dentro un sacchetto scuro, attraverso il tatto dovrà indovinare di quale gioco si tratta!
Un momento importante dopo ogni attività di tipo prettamente fisico è la verbalizzazione di quanto sperimentato, parlare delle sensazioni provate e dei momenti più difficili o meno complicati permette di riviverli in modo più profondo e consapevole, favorendo al contempo la connessione e l’equilibrio tra la mente ed il corpo.

Articolo scritto dalla Dott.ssa Marika Pepe, sociologa e pedagogista