ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder)

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ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder)

Adhd (disturbo da deficit di attenzione e iperattività.) Bambini , come riconscerla e cosa fare.

“Mio figlio e’ senza freni”:

“…Non ce la faccio più! Gridiamo tutta la mattina per uscire di casa. Impieghiamo ore per i compiti. Se non lo aiuto, è così disorganizzato che non li fa mai bene. Se invece lo aiuto mi urla contro. Dato che non porta a termine mai niente, tutti pensano che non gli interessi. Possiamo pregarlo e punirlo finchè vogliamo, ma lui continua a rifare sempre le stesse cose sciocche. Non considera mai le conseguenze delle sue azioni e sembra che non gli importi se con le sue azioni mi ferisce. Gli basta poco per sentirsi esasperato. Estremamente rigido e poi esplode per ogni cosa. Mi fa così arrabbiare che mi metto a urlare anch’io, e così facendo peggioro ulteriormente la situazione. Adesso che sta crescendo, dice sempre più bugie e parolacce. So che ha difficoltà attentive, ma perché ha anche tutti questi problemi?…”

Quanti genitori riconoscono questa situazione tipica di tante famiglie con bambini e adolescenti disattenti e iperattivi?.

La prima impressione che riceviamo quando siamo in contatto con bambini o adolescenti con disturbo di attenzione e iperattività è proprio quella di avere a che fare innanzitutto con una persona “senza freni”, diremo meglio “fuori controllo” :

Gianni è molto vivace! Non smette mai di muoversi. Viene distratto dal più piccolo rumore e riesce a mantenere l’attenzione per pochissimo tempo. Sua sorella, Claudia, è spesso fra le nuvole. A volte è talmente distratta che dobbiamo richiamarla: “Terra chiama Claudia”!!!….”

Non solo, pensiamo anche che trovandoci di fronte ad un comportamento molto “disordinato” e caotico, possano essere presenti anche altri disturbi!.

In realtà non è una coincidenza che bambini e adolescenti con ADHD spesso manifestino molti più disturbi della classica triade composta da disattenzione, impulsività e iperattività. Possiamo trovare contemporaneamente: difficoltà di apprendimento, comportamenti oppositivi-provocatori, ansia, ossessioni e/o compulsioni, problemi di integrazione sensoriale, tanto per citare i più importanti.

A questo corteo di sintomi si collegano a loro volta anche i problemi familiari, che derivano dal fatto che il caos che si viene a creare sulla base di questi comportamenti irregolari provoca stress all’intero sistema famiglia. Ovvero la tensione creata dal bambino o adolescente genera tensione tra i genitori, fratelli o sorelle, che a sua volta si ripercuoterà in un circolo chiuso sullo stesso bambino o adolescente aumentando il livello di disagio sperimentato.

Come si spiegano tutti questi sintomi?

Gli studi recenti in campo neuroscientifico ci possono offrire una spiegazione unitaria di questo disagio così variegato, orientando la nostra osservazione sul nucleo del vero problema!.

L’ADHD deve essere ridefinito includendo, una serie di carenze nelle funzioni esecutive. Queste carenze nascono dall’incapacità di inibire i comportamenti presenti in modo da soddisfare le richieste per il futuro.

Ma cosa sono le funzioni esecutive?

Se si schiaccia un serpente lui morde. Il serpente non “pianifica”. Nel suo cervello non vi è alcun ragionamento. Nessun ricordo di reazioni passate. Nessuna riflessione riguardante le conseguenze future di questa azione (come ad esempio il fatto che la prossima volta l’uomo potrebbe essere più crudele con i serpenti). In realtà, non c’è alcun tipo di inibizione: mi schiacci, ti mordo. Per fortuna gli esseri umani hanno la possibilità di modulare il loro comportamento.

Non c’è una singola parte del cervello umano che sia preposta esclusivamente all’autocontrollo e alla pianificazione delle attività. Tuttavia sembra che in qualche modo i principali “responsabili” siano i lobi frontali e prefrontali, che si trovano proprio dietro la nostre fronte.

Orchestrando le funzioni del linguaggio e della memoria, provenienti da altre parti del cervello, questi centri frontali considerano da dove veniamo, dove vogliamo andare e come controllarci in maniera flessibile così da poter realmente attuare il nostro piano di attività. Queste abilità sono dette “funzioni esecutive”.

Vediamone alcune:

L’inibizione: mettere il freno ai comportamenti

L’iniziazione: è l’abilità di cominciare effettivamente un’azione

Il dialogo interno: è l’abilità di parlare con noi stessi, un meccanismo che ci consente di risolvere i nostri problemi utilizzando le parole

La memoria di lavoro: riguarda le idee che possiamo attivare nella nostra mente in un determinato momento. La memoria di lavoro ci consente di scomporre un problema nelle sue parti costituenti e di tenerle a mente mentre le riorganizziamo in una nuova soluzione.

La capacità di retrospezione: ricordare le esperienze passate, è necessario per acquisire saggezza attraverso le esperienze che si compiono

Il senso del tempo: chi ha problemi rispetto a questa funzione esecutiva compie pessime stime, rispetto al tempo, esagerando sia per eccesso che per difetto

La flessibilità: è la capacità di modificare i piani di attività lungo il percorso, a seconda delle circostanze

Passare dal programma A al programma B: smettere di svolgere un’attività per passare a farne un’altra è in sé difficile e implica impegno e autocontrollo

Separare le emozioni dai fatti: richiede tempo per riflettere

Aggiungere emozioni alla realtà: è una parte importante della “motivazione”. Dopotutto, è difficile sentirsi motivati se non si hanno emozioni legate all’attività che si sta svolgendo.

In breve, dunque, la capacità di modulare il comportamento deriva in gran parte dai lobi frontali e prefrontali, che fungono principalmente da centri inibitori, le persone con ADHD non soltanto agiscono in modo incontrollato, ma non riescono neanche a utilizzare pienamente tutte le altre funzioni esecutive del lobo frontale.

Cosa fare per aiutare i bambini e adolescenti disattenti e iperattivi per questa disfunzione del cervello? : le strategie di sopravvivenza

  • Positività

Mantenere un atteggiamento di positività, ovvero i rinforzi positivi, i premi, emanano una luce intensa molto attraente per i bambini e adolescenti ADHD, perché come le falene si fanno attrarre dalla luce più forte!

  • Divertitevi con vostro figlio

Godete delle qualità uniche di vostro figlio. Conservate il senso dell’umorismo, ridete insieme a lui. Fate capire a vostro figlio che credete in lui, nonostante tutte le difficoltà e le frustrazioni che ricevete

  • Usate il rinforzo positivo quando è possibile

Invece di rinforzare negativamente i comportamenti sbagliati, è meglio stabilire una ricompensa per i comportamenti corretti con cui li si vorrebbe sostituire. Soltanto le ricompense positive modificheranno il comportamento e miglioreranno l’atteggiamento

  • Riorientate il bambino o adolescente prima che il problema si verifichi

Quando le cose cominciano a prendere una brutta piega, orientate il bambino o adolescente in una direzione positiva invece di criticare le cattive azioni quando sono state già commesse

  • Cercate di capire prima di reagire

La comprensione porta all’empatia, ovvero mettersi nei panni dell’altro, e l’empatia è un antidoto per la rabbia

  • Come capire perché si è comportato in quel modo

  • Chiedilo a lui!

Potreste sempre chiedere a vostro figlio perché ha fatto una certa cosa, e potreste veramente prestare attenzione alla sua risposta e legittimarla. Fargli capire che l’avete ascoltato veramente riformulando ciò che ha detto prima di reagire

  • Osserva la reazione del bambino o adolescente

Possiamo cogliere indizi importanti circa le reazioni di una persona semplicemente osservandola

  • Chiedetevi come vi sentireste in quella situazione

Simulando la situazione nel vostro cervello, potete farvi un’idea approssimativa di ciò che probabilmente proverà un’altra persona

  • Ricordate che vediamo solo una parte di ciò che sta avvenendo nella vita di un bambino o adolescente

E infine….

  • Curate l’alimentazione, in particolare l’assunzione regolare di vitamine e minerali

  • Fate fare attività fisica ai vostri figli in modo intenso per trenta o quarantacinque minuti al giorno. Lunghe camminate con andatura veloce

  • Spegnete la televisione e i videogiochi, o cercate di limitarli a non più di trenta minuti al giorno

  • Fatevi consigliare da un nutrizionista per una dieta bilanciata ad alto contenuto proteico e basso contenuto di carboidrati semplici

  • Non urlate!. Molti bambini o adolescenti con ADHD cercano il conflitto o l’eccitazione come forma di stimolazione. Non perdete le staffe con loro!.

L’ADHD non è un disturbo, una malattia, è, secondo un approccio neuro scientifico una modalità di funzionamento anomalo del cervello, in particolare di alcune aree cerebrali, ovvero le aree frontali e prefrontali, in una persona, bambino o adolescente, che non ha sufficienti capacità di autoregolazione, controllo, inibizione e pianificazione delle proprie attività esecutive, cognitive, emotive e cerebrali. Le neuro terapie possono essere di grande aiuto nel riequilibrare le reti di neuroni che sono difettose nella loro attività, offrendo strategie efficaci ed efficienti sia per i genitori che per i loro figli problematici in tempi brevi.

Articolo scritto dal Dott. Claudio Virgili

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